Come guardarsi allo specchio per la prima volta.

Come guardarsi allo specchio per la prima volta.

Ho vissuto momenti di forte – abbattimento, negli ultimi tempi.

Ho temuto il ritorno di quel grande mostro nero che un tempo sedeva costantemente al mio fianco, tenendomi per mano e prendendosi gioco dei miei vani tentativi di uscirne. Ho tentato di evitare di vedere gente poiché temevo a parlarne, temevo di trovarmi a disagio e rendere la cosa molto più reale e spaventosa.

Poi, oggi stavo pulendo il portafogli prima di entrare al lavoro e ho visto la mia patente.
Quattro mesi di uno stipendio da fame. Mi sono guardata attorno, in questa macchina che odio perché ha dato tanti di quei problemi che è difficile fidarsi – questa /mia/ macchina, l’attestazione più importante di quanto sono cresciuta negli ultimi due anni. Ho guardato il peluche dall’Acquario di Genova e il cuscino di Star Wars (che continua a non piacermi), e la bambolina di Tiger appesa allo specchietto, e l’Arbre Magique nuovo alla vaniglia che non sarà mai buono come quello alla pesca – trovato solamente su Mister Auto fra un kit per la frizione e le spazzole nuove per i tergicristalli.

Ho guardato la mia borsa, regalo a me stessa con il primo stipendio del nuovo lavoro.
Ho guardato le mie mani, che non sono più spaccate dall’acqua e il vapore e gli attrezzi da cucina, o dalle pulizie, o sporche di tempera, o macchiate dal lucido per argenteria.

Ho guardato le mie scarpe e comode, inizialmente comprate per fare volantinaggio nella mezz’ora di pausa fra il primo e il secondo lavoro – adesso un po’ consunte, ideali per passare la giornata in ufficio seduta alla scrivania.

Ho guardato i cataloghi di arredamento che abbondano sul sedile posteriore – nulla che potremo permetterci, ma fonte importante di idee per quello che sarà il nostro nido.

Sono davvero cresciuta.

Time is on my side ♪

Time is on my side ♪

They say, all you have to do is find time to help yourself and adjust.

Anxiety won’t just let me: every time something comes up my eyes get teary and my breath gets troubled, less and less seconds between an air intake and the other. The heart beats faster than it should, much faster than I remembered, so much faster than it has any right to.
The world gets darker, and it’s not only a figure of speech: I can see shadows dancing ad the edge of my sight, hugging me from behind, and I can feel their hands on me, their weight on my shoulders, their cold chests against my back.

If I had time to think I would notice that someone has closed the courtains, and I only have to get up to make the room brighter.
By getting up I would find out the cold is not coming from myself but from the door that was left open.
By moving around the room I could drink a glass of water or maybe eat some fruit and fight tachycardia.

They say, if I could find the time that would change my world.