Time is on my side ♪

Time is on my side ♪

They say, all you have to do is find time to help yourself and adjust.

Anxiety won’t just let me: every time something comes up my eyes get teary and my breath gets troubled, less and less seconds between an air intake and the other. The heart beats faster than it should, much faster than I remembered, so much faster than it has any right to.
The world gets darker, and it’s not only a figure of speech: I can see shadows dancing ad the edge of my sight, hugging me from behind, and I can feel their hands on me, their weight on my shoulders, their cold chests against my back.

If I had time to think I would notice that someone has closed the courtains, and I only have to get up to make the room brighter.
By getting up I would find out the cold is not coming from myself but from the door that was left open.
By moving around the room I could drink a glass of water or maybe eat some fruit and fight tachycardia.

They say, if I could find the time that would change my world.

La maledizione è stata spezzata!

La maledizione è stata spezzata!

Ebbene, sembra proprio che la maledizione del 2016 sia stata spezzata dalla venuta del nuovo anno. Inutile descrivere il mio entusiasmo di fronte ai più recenti sviluppi, soprattutto sul fronte locomozione automatica.
I pezzi di ricambio sono arrivati tutti per tempo, l’auto è pronta e praticamente tirata a nuovo: abbiamo fatto in una volta sola cambio e frizione 🙂 fra un annetto potrebbe esserci da fare la cinghia but I just don’t care: è pronta per macinare chilometri!!

Voglio coglierlo come un segno della rinnovata benevolenza del destino nei nostri confronti. Entro febbraio dovrebbe esserci un nuovo bando per gli appartamenti in affitto. Teniamo le dita incrociate.

Un lungo weekend.

Un lungo weekend.

Questo è un post lungo. Non credevo di sentire il bisogno di parlare di così tante cose, ma mi sono dovuta ricredere.

Cominciamo con il venerdì: l’ennesima lite per quanto riguarda la Lupo.
Parlare di lite potrebbe rivelarsi eccessivo questa volta, sono stata al telefono con Cì e ho pianto disperata perché non mi sentivo appoggiata – ho pianto da sola perché Boyfriend era a un tornero di Warhammer con amici – poi se ne è parlato domenica sera (una volta salutati tutti, svolta la socialità del caso etc.) e abbiamo più o meno colto il problema.

Problema che, come al solito, è da ricondurre al mio assurdo background familiare.

RECAP!!

Prima auto: Renault Twingo del 2001 soprannominata Carlotta.
Amore a prima vita. Color blu oltremare, un buon chilometraggio, interni puliti e motore allegro, tettuccio apribile… Insomma: una magnifica bambina – priva di ESP. A due mesi precisi dall’acquisto, mi ci ribalto in un fosso (per errore).
Ne esco senza neanche un graffio, devo portare un collare ortopedico per diverse settimane – e probabilmente avrei dovuto affrontare la cosa con uno psicologo, sono ancora molto ansiosa alla guida; l’auto è invece distrutta e da rottamare.

Conscia di aver ormai commesso l’errore peggiore di tutti e avere imparato la lezione, vorrei acquistare con finanziamento (avendo un contratto a tempo indeterminato) un’auto usata in buone condizioni e magari pagarmela nel corso di un paio d’anni, con calma.
Avendo un’autostima sotto i piedi, mi faccio condizionare dalla famiglia e dal Boyfriend, e deciso di acquistare una nuova “scassona”.

Inciampo in una Lupo: gli esterni sono messi bene, e per il resto richiede qualche intervento di manutenzione (giustificati dal basso prezzo d’acquisto).

Ovviamente speravo che i detti interventi manutentivi potessero essere meglio distribuiti nel tempo: neanche due settimane dopo aver cambiato le pastiglie dei freni (i dischi sono integri e in ottime condizioni) mi si sp*ttana completamente il cambio, che deve essere sostituito d’urgenza. Già che l’auto è aperta il meccanico suggerisce di sostituire anche la frizione, che è ormai al 40%.

Un po’ odio questa macchina. Mi sta chiedendo troppi soldi in una volta sola, non mi fido più così tanto a stare al volante e sento di non avere nessuno accanto nei momenti in cui bisogna compiere decisioni critiche.

Con il Boyfriend stiamo parlando di prendere casa, facciamo progetti concreti per il futuro – perché mi sento così sola al timone di un piccolo peschereccio in balia della tempesta? Da questo conseguono discussioni su discussioni; ci sembra però di star risolvendo qualcosa, ne parliamo con sincera convinzione.

Lui vuole esserci per me, almeno quanto io voglio vederlo qui presente al mio fianco, reale, pieno di amore e comprensione (e qualche battuta sciocca). Voglio costruire una vita e una famiglia con questa persona. Voglio svegliarmi al suo fianco, tirarlo giù dal letto a forza, e costringerlo a non stare al PC dopo cena per farmi compagnia davanti a un film.

Voglio averlo al mio fianco nel momento delle decisioni e delle incertezze, e io voglio esserci per lui. Sembriamo essere… sulla stessa lunghezza d’onda.
Sono timorosamente fiduciosa nei confronti del nostro futuro insieme – non perché manchi di fiducia nei suoi confronti, bensì perché non mi è mai capitato qualcosa del genere nella vita? Non ho first hand experience di coppie che siano effettivamente riuscite a lavorare sui reciproci difetti e funzionare a lungo, però voglio crederci.
Insieme credo potremmo stabilire un nuovo record nella mia famiglia.

Tornando alla macchina: oggi dovrebbe arrivare l’ultimo pezzo di ricambio, dovrei riavere l’auto per mercoledì (speriamo – in tempo per andare dall’estetista! Ho le unghie distrutte \T__T/) e da qui in avanti le cose dovrebbero solo migliorare. Una volta cambiate pastiglie, cambio, frizione e gomme, quali altri problemi può darmi nell’immediato futuro?

*** LO CHIEDO CON EVIDENTE ISTERISMO ***

Per il resto? Weekend tranquillo, del quale l’highlight è la visione (da me tanto agognata) dell’Assassin’s Creed Movie ❤ per la cui recensione vi rimando a un futuro post.

 

Questo è… prevalentemente un mio esercizio. Un mio sfogo. Non è qualcosa che sento il bisogno di condividere, però… mi aiuta. Tanto. Quindi, e questo lo rivolgo ai miei immaginari lettori: vi ringrazio per l’attenzione.